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Introduzione a FLOWERSDaniel Salvi
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Benvenuti a FLOWERS
Una nota introduttiva dell'artista Daniel Salvi

Benvenuti a FLOWERS, di Daniel Salvi.

 

Questa mostra è pensata come un’esperienza multisensoriale. Ogni opera visiva è accompagnata da un profumo d’arte corrispondente, realizzato in collaborazione con il profumiere Riccardo Barazzetta. Per questo, dopo ogni descrizione, troverete anche un breve approfondimento dedicato alla fragranza associata. Per apprezzare al meglio questo percorso, vi invitiamo a ritirare i tester al bancone prima della visita.

 

Le opere sono accompagnate anche da una colonna sonora originale, composta appositamente per questa esposizione.

 

Chi vi parla è l’autore stesso della mostra, Daniel Salvi, piacere! FLOWERS è il nuovo capitolo del mio progetto di mostre itineranti e multisensoriali, Goddesses & Muses, o Dee e Muse. Questa serie è dedicata alla figura femminile come archetipo vitale e universale della condizione umana. Ogni opera nasce da una tecnica mista di arte digitale, che unisce, secondo le necessità, fotografia, intelligenza artificiale, pittura digitale e fotoritocco.

 

Questo capitolo è dedicato interamente all’elemento floreale, al ritorno della primavera e all’idea di rinascita. Qui il fiore non è un semplice ornamento, ma un simbolo parte di un linguaggio antico, usato da millenni per esprimere ciò che spesso le parole non riescono a dire: amore, famiglia, amicizia, memoria, legame.

 

Per questo, ogni opera è pensata come un’incarnazione del fiore rappresentato: una ninfa che rende umano il suo significato. A differenza di molte mie opere, spesso a copia unica, quelle di FLOWERS appartengono al più raro ambito delle mie edizioni limitate, e non solo tutte le opere in mostra sono disponibili per essere acquistate, ma per essere donate e rendere visibile un sentilmento, come si fa con un fiore.

 

Ringrazio di cuore Quadruslight, progetto pionieristico dell’arte retroilluminata, con cui abbiamo realizzato l’opera centrale della mostra, e ricordo che questa esposizione sostiene Colors for Peace, associazione che promuove nel mondo progetti culturali per i bambini sul tema della pace.

 

Vi auguro buona primavera e buona mostra.

TRACCIA 1 - IL FIORE DELL'AMORE

Il fiore dell'amoreDaniel Salvi
00:00 / 02:18

Daniel Salvi (B. 1994)

Il Fiore dell'Amore

Dimensioni

30x30 cm (senza cornice)

20x20 cm (immagine)

 

Descrizione

Arte digitale con tecniche miste

Stampa Fine Art su carta di cotone

con passe-partout conservativo da archivio

Firmato dall'artista (stampato, in basso a destra)

Intitolato, numerato e firmato a mano

Venduto senza cornice

 

Edizione

Edizione Limitata di 50

 

Anno

2025

 

Prezzo

Su richiesta

La Rosa Rossa
Amore profondo, passione, devozione.

Una giovane ninfa dai lunghi capelli ramati affiora da un intreccio fitto di rose rosse, corallo e avorio. I suoi occhi socchiusi e le labbra dischiuse danno alla figura un’espressione sospesa, tra abbandono, desiderio e contemplazione. I fiori la sfiorano, si intrecciano a lei e sembrano nascere dal suo stesso corpo, o forse averla appena generata.

 

Quest’opera è dedicata alla rosa rossa, fiore coltivato in tutto il mondo, con origini soprattutto asiatiche, e da secoli legato all’idea di amore assoluto e desiderio. È uno dei fiori più ricchi di significato nella storia culturale dell’Occidente: nel mondo antico era associata ad Afrodite, dea dell’amore; più tardi, nella simbologia cristiana, si trasforma nella Rosa Mystica legata alla Vergine. Nel corso della storia dell’arte, la rosa rossa ha rappresentato il desiderio, la passione e quella bellezza intensa che può svanire in un attimo.

 

La ninfa che la incarna custodisce questa tensione: l’idea che amare significhi scegliere, desiderare profondamente e accettare la vulnerabilità che ogni legame autentico porta con sé. La passione, qui, non è semplice sentimento, ma destino accolto senza paura.
 

Commento al profumo d'arte, di Riccardo Barazzetta:

Protagoniste assolute dei profumi femminili e non solo, le rose – in particolare di varietà fulva – sono da sempre emblema di amore passionale. Il loro aroma può essere ricostruito da sei molecole di base in moltissime sfaccettature, ma in ultimo viene sempre apprezzato per il loro caratteristico odore dolce e pieno.

Proprio per questo motivo l’aroma di rosa è anche una nota spesso abusata e rischia facilmente di dimostrarsi ingombrante, se non dosata con parsimonia.

Nonostante rimanga l’ingrediente principale di questo lavoro, è stata correlata da una lista di comprimari variegata: gli accordi di cui si compone il profumo si trasformano così in un’unica sequenza ininterrotta di nuance dello stesso ingrediente, che rimane centrale senza occupare tutta la scena.

TRACCIA 2 - IL FIORE DELLA VITA

Il fiore della vitaDaniel Salvi
00:00 / 01:52

Daniel Salvi (B. 1994)

Il Fiore della Vita

Dimensioni

30x30 cm (senza cornice)

20x20 cm (immagine)

 

Descrizione

Arte digitale con tecniche miste

Stampa Fine Art su carta di cotone

con passe-partout conservativo da archivio

Firmato dall'artista (stampato, in basso a destra)

Intitolato, numerato e firmato a mano

Venduto senza cornice

 

Edizione

Edizione Limitata di 50

 

Anno

2025

 

Prezzo

Su richiesta

Il Giglio Bianco
Purezza, innocenza, devozione, famiglia.

Una presenza emerge dal buio, chiara e solenne: una giovane ninfa i cui capelli inondano l’immagine, mentre attorno al suo volto si aprono imponenti gigli bianchi, che la circondano come una presenza silenziosa e protettiva; il suo sguardo fermo non cerca seduzione: sembra piuttosto custodire una forma quieta di forza, di appartenenza e di origine.

 

Quest’opera è dedicata al giglio bianco, uno dei fiori più iconici della tradizione occidentale. Già nel mondo mediterraneo antico era simbolo di purezza, rigenerazione e rinnovamento; nella tradizione cristiana diventa poi il fiore sacro dell’Annunciazione, offerto dall’arcangelo Gabriele alla Vergine Maria, e per questo legato all’idea di maternità, cura e vita. Nella storia dell’arte, il giglio attraversa quindi i secoli come immagine di nascita, appartenenza e protezione.

 

In questa rilettura, il giglio parla dunque anche di radici e famiglia. È il luogo da cui si proviene, o quello verso cui si sceglie di tornare. La ninfa che lo incarna custodisce proprio questa qualità: una presenza silenziosa ma centrale, capace di sostenere, accogliere e tenere insieme. 

Commento al profumo d'arte, di Riccardo Barazzetta:

L’aroma di giglio è stato qui ricostruito partendo dalla molecola del florol. Poiché quest’ultima ha un odore sfuggente, ho deciso di usarla come unico ingrediente dell’accordo di cuore nonché nota dominante del profumo, coprendo un terzo dell’intera fascia aromatica. Per mantenere questa impostazione nella costruzione dell’aroma, il resto del profumo è costituito da una testa volatile di bergamotto e una base di ambra, legni e muschi poco invasivi.

TRACCIA 3 - IL FIORE DELL'AMICIZIA

Il fiore dell'amiciziaDaniel Salvi
00:00 / 02:44

Daniel Salvi (B. 1994)

Il Fiore dell'Amicizia

Dimensioni

30x30 cm (senza cornice)

20x20 cm (immagine)

 

Descrizione

Arte digitale con tecniche miste

Stampa Fine Art su carta di cotone

con passe-partout conservativo da archivio

Firmato dall'artista (stampato, in alto a sinistra)

Intitolato, numerato e firmato a mano

Venduto senza cornice

 

Edizione

Edizione Limitata di 50

 

Anno

2025

 

Prezzo

Su richiesta

Il Girasole
Adorazione, lealtà, forza solare, amicizia.

La giovane ninfa riposa con gli occhi chiusi, avvolta da un intreccio di foglie e girasoli luminosi. I petali gialli emergono dal verde scuro come piccoli soli accesi, mentre l’espressione serena della figura comunica quiete, abbandono e fiducia. Qui la luce non investe la scena dall’esterno: sembra nascere dalla presenza stessa dei fiori, come se il girasole custodisse una forma di calore umano.

 

Quest’opera è dedicata al girasole, fiore oggi universalmente legato all’idea di sole, energia e calore. Nella storia dell’arte, il suo nome richiama inevitabilmente la celebre serie dei Girasoli di Vincent van Gogh, forse il ciclo floreale più famoso di tutta la pittura occidentale. Quei fiori furono dipinti anche per accogliere l’amico Paul Gauguin nella Casa Gialla di Arles: già allora il girasole si faceva dono, segno di benvenuto e simbolo di un’amicizia intensa, creativa, quasi salvifica.

 

Per questo, nella serie FLOWERS, il girasole diventa il fiore dell’amicizia: una presenza che sostiene, scalda e illumina anche nei momenti più difficili. È una complicità che consola, la vicinanza che non chiede nulla e tuttavia resta. L’amicizia appare così come un’alleanza emotiva, un raggio condiviso che rende il mondo più abitabile.

Commento al profumo d'arte, di Riccardo Barazzetta:

Il fiore del girasole non gode di una vera e propria fascia aromatica. Nel realizzare questo profumo, la mia prima idea è stata pertanto di conferirgli un odore “naturale”, verde ed erbaceo: una trasposizione cosmetica di odori fogliari e terrosi. Tuttavia una ricostruzione troppo “cruda” avrebbe sortito un risultato distante da qualsiasi impiego profumiero.

Ho deciso così di abbandonarne la ricostruzione olfattiva stendendo una seconda formula, rifacendomi al concetto di “solarità” e al sottotesto dell’amicizia del rispettivo dipinto, per un risultato che fosse più vicino al mondo della cosmesi.

Il profumo si apre così con delle note esperidate di bergamotto e mandarino. Il neroli, l’ylang-ylang nel cuore – accompagnati dal gelsomino – rimandano al comprimario femminile dell’opera tramite un contrasto di pungente aromaticità e dolcezza lieve. Una progressione più sfumata si può infine trovare nelle note di base. La pulizia del muschio bianco sbiadisce nella cremosità della fava tonka per terminare nell’ultimo elemento più scuro del sandalo.

TRACCIA 4 - IL TRONO DI FLORA

Il trono di FloraDaniel Salvi
00:00 / 04:07

Daniel Salvi (B. 1994)

Il Trono di Flora

Dimensioni

150x200 cm

 

Descrizione

Arte digitale a tecnica mista,

Stampa su telo irradiante

con dispositivo retroilluminato a led

Quadruslight

 

Edizione

Pezzo Unico

 

Anno

2024

 

Prezzo

Su richiesta

La Calendula
Guarigione, resilienza, luce gentile.

Tre giovani figure femminili siedono raccolte in un campo in fiore, così vicine da sembrare un unico corpo che si divide in tre presenze. Le corone di fiori chiari e aranciati si fondono ai capelli ramati, mentre gli abiti leggeri, mossi appena, rendono la scena sospesa tra quiete e apparizione. La figura centrale regge la composizione come un asse silenzioso; le due laterali le si appoggiano accanto, in un gesto che ha qualcosa di intimo, rituale e regale insieme. Attorno a loro, il campo di calendule e fiori bianchi non è solo sfondo: è il trono stesso su cui la natura incorona la propria sovrana.

 

Quest’opera mette in scena Flora, dea romana della fioritura, della primavera e della forza generativa della natura. Nella storia dell’arte occidentale, Flora attraversa i secoli come immagine di abbondanza, rinascita e grazia fertile: dalla pittura antica fino al Rinascimento, e in modo memorabile in Botticelli, dove il suo corpo vestito di fiori diventa quasi manifestazione diretta della primavera stessa. Qui però Flora non appare come figura unica e isolata: le due ninfe laterali si uniscono a Flora in una sorta di trinità naturale. Le tre ragazze incarnano insieme la gioia della vita, la fertilità e la potenza della fioritura, trasformando la dea in una presenza corale, più ampia e più umana.

 

L’opera è ispirata in particolare alle calendule, fiori legati alla luce solare, al calore, alla costanza della fioritura e, in molte tradizioni popolari, anche alla protezione e alla vitalità. Per questo la scena non parla soltanto di bellezza, ma di energia che ritorna, di rinnovamento ciclico, di una forza gentile e inarrestabile. Il trono non è simbolo di dominio, ma di pienezza: qui la regalità coincide con la capacità di generare, nutrire e far rifiorire.

 

In questa immagine, la femminilità non è idealizzata come perfezione distante. È, piuttosto, una forma di potenza vitale: creatrice, fragile e insieme indomabile. Il Trono di Flora, da cui tutte le altre opere di fiori si irradiano e quasi prendono forma, diventa così un inno alla rinascita e a quella grazia profonda che continua a riemergere, stagione dopo stagione, in ogni forma di vita.

Commento al profumo d'arte, di Riccardo Barazzetta:

Comporre “Flora” si è presentato come il lavoro più ambizioso di questa esibizione. Il disegno ad esso abbinato rappresenta il concetto stesso di “florealità” e pertanto la mia prima idea fu di creare un ventaglio di aromi floreali, al fine di armonizzarne insieme il più possibile. Questa prima ipotesi cadde subito, vista e considerata la sua infattibilità.

Al fine di realizzare un profumo così complesso per le sue infinite possibilità e sfumature aromatiche, ho preferito affrontare il lavoro in maniera analitica e minimalista, dedicandomi soltanto ai fiori maggiormente impiegati nella profumeria femminile. Ho stilato così una lista di ingredienti per un profumo ad accordi esclusivamente floreali, che rappresentasse al meglio il concetto di “fiore al femminile”.

Poiché l’annesso disegno inscena tre soggetti femminili in abiti leggeri in un campo rigoglioso e colmo di fiori che ricordano le calendule, ho conferito maggior rilievo ai fiori legati alle stagioni calde e cosiddetti “colorati”, che di solito sono anche i più aromatici.

In ordine di importanza vi sono: la rosa, il gelsomino, l’iris e l’ylang-ylang, il tutto avvolto dalla nota “sempreverde” del neroli. L’ulteriore molecola dell’hedione è posta nel cuore del profumo come nota floreale “media e neutra”, a cui tutte le altre vengono legate.

TRACCIA 5 - IL FIORE DEL PENSIERO

Il fiore del pensieroDaniel Salvi
00:00 / 02:35

Daniel Salvi (B. 1994)

Il Fiore del Pensiero

Dimensioni

30x30 cm (senza cornice)

20x20 cm (immagine)

 

Descrizione

Arte digitale con tecniche miste

Stampa Fine Art su carta di cotone

con passe-partout conservativo da archivio

Firmato dall'artista (stampato, in alto a sinistra)

Intitolato, numerato e firmato a mano

Venduto senza cornice

 

Edizione

Edizione Limitata di 50

 

Anno

2026

 

Prezzo

Su richiesta

La Viola del Pensiero
Pensiero, memoria, affetto silenzioso.  

Una giovane ninfa dai capelli scuri emerge appena dal fitto della vegetazione, come se fosse trattenuta da un giardino interiore. Intorno al suo volto si accendono piccole viole del pensiero color porpora e lilla; alcune le sfiorano la guancia, altre si intrecciano ai capelli e al petto, in una trama minuta e insistente. Lo sguardo è basso, le labbra socchiuse, l’espressione assorta. Non è una figura che si offre subito: sembra piuttosto abitata da una presenza assente, da qualcosa che continua a tornare nella mente.

 

Quest’opera è dedicata alla viola del pensiero, fiore che in Europa porta da secoli un significato legato al ricordo, alla riflessione e alla persistenza affettiva. Anche il suo nome inglese lo suggerisce: “pansy” deriva dal francese pensée, cioè “pensiero”. Nella tradizione letteraria questa associazione è diventata celebre con Shakespeare, quando in Hamlet Ofelia dice: “and there is pansies, that’s for thoughts” , legando il fiore a ciò che si continua a pensare, a ciò che non si riesce a lasciare andare. Nell’Ottocento, nel linguaggio vittoriano dei fiori, divenne uno dei segni più usati per dire a qualcuno: sei nei miei pensieri.  

 

Per questo, qui la viola del pensiero non rappresenta un legame stabile come amore, famiglia o amicizia, ma introduce una nuova costellazione di opere: quella dei messaggi. È il fiore di ciò che resta nella mente quando una presenza si allontana, della memoria affettiva che ritorna, ostinata.  La ninfa che la incarna custodisce dunque una malinconia lieve, la forma visibile di qualcosa che non si può trattenere, ma che non smette di accompagnarci.

Commento al profumo d'arte, di Riccardo Barazzetta:

In rispetto al soggetto del quadro, il profumo “Accordo di viola” cerca di ricreare uno stato d’animo di attesa amorosa, pacato e sensuale. Nel far questo, sono state scartate note fruttate, esperidate e, per estensione, odori troppo pungenti, in favore di una dolcezza moderata.

La testa evita perciò gli agrumi, orientandosi su note verdi ed erbacee. La dolcezza del geranio e della viola nel cuore viene mitigata dal sentore “bianco” dell’iris. La base, speziata e gourmand ai confini della sensualità, chiude il profumo con un accordo di cacao, cardamomo, lillà bianco e miele.

TRACCIA 6 - IL FIORE DELLA PACE

Il fiore della paceDaniel Salvi
00:00 / 01:38

Daniel Salvi (B. 1994)

Il Fiore della Pace

Dimensioni

30x30 cm (senza cornice)

20x20 cm (immagine)

 

Descrizione

Arte digitale con tecniche miste

Stampa Fine Art su carta di cotone

con passe-partout conservativo da archivio

Firmato dall'artista (stampato, in basso a destra)

Intitolato, numerato e firmato a mano

Venduto senza cornice

 

Edizione

Edizione Limitata di 50

 

Anno

2026

 

Prezzo

Su richiesta

La Magnolia
Dignità, perseveranza, nobiltà, perdono.

Una giovane ninfa tiene gli occhi chiusi, come colta in un momento di silenzio assoluto. Attorno al volto e alle spalle, grandi fiori di magnolia color avorio e rosa pallido si aprono con lentezza, sospesi tra i rami scuri e un cielo appena intravisto. È come se la figura stesse attraversando non un sonno, ma una tregua interiore. In questa quiete, la pace non appare come assenza di dolore, ma come ciò che arriva dopo: un gesto di riconciliazione, una forma più matura e difficile di forza.

 

Quest’opera è dedicata alla magnolia, fiore spesso associato a dignità, purezza, perseveranza e delicatezza. La sua fioritura ampia, chiara, quasi cerimoniale, suggerisce una bellezza che non ha bisogno di imporsi, e diventa qui simbolo non di una pace ingenua, ma scelta con consapevolezza.

 

Perdonare non significa cancellare la ferita, ma interrompere la sua propagazione. Significa sottrarre energia al rancore e restituirla alla vita. Il perdono, quando è autentico, non è debolezza: è una forma alta di dominio di sé, e forse una delle forme più difficili dell’amore.

Commento al profumo d'arte, di Riccardo Barazzetta:

Il profumo “Magnolia” segue una struttura estremamente lineare: l’aroma della pianta protagonista è già vigoroso e non necessita di grande sostegno. Al fine di esaltarne la sua sfumatura dolce è stato inserito il fiore della peonia nel cuore, mentre la sua fascia aromatica più pungente è sostenuta dal sandalo nella base.

TRACCIA 7 - IL FIORE DELLA GRATITUDINE

Il fiore della gratitudineDaniel Salvi
00:00 / 02:07

Daniel Salvi (B. 1994)

Il Fiore della Gratitudine

Dimensioni

30x30 cm (senza cornice)

20x20 cm (immagine)

 

Descrizione

Arte digitale con tecniche miste

Stampa Fine Art su carta di cotone

con passe-partout conservativo da archivio

Firmato dall'artista (stampato, in basso a destra)

Intitolato, numerato e firmato a mano

Venduto senza cornice

 

Edizione

Edizione Limitata di 50

 

Anno

2026

 

Prezzo

Su richiesta

L'Ortensia
Gratitudine, comprensione, emozione profonda.

Una giovane ninfa riposa beata, quasi sommersa da grandi nuvole di petali azzurri. Le ortensie le si addensano intorno al volto come un pensiero gentile che ritorna. Il blu morbido dei fiori, immerso in toni bruni e ombrosi, dà all’immagine una quiete raccolta, come se la gratitudine qui non fosse entusiasmo, ma riconoscimento profondo: qualcosa che si sente dopo, quando si comprende davvero ciò che si è ricevuto.

 

Quest’opera è dedicata all’ortensia azzurra, fiore che in molte tradizioni contemporanee, e in particolare in Giappone, è legato alla gratitudine sincera, all’emozione sentita e anche alla riparazione affettiva. Questa associazione deriva da una leggenda molto nota, secondo cui un imperatore donò ortensie per esprimere rincrescimento e riconoscenza verso la donna trascurata a causa dei suoi doveri.

 

Anche la sua forma rafforza questa lettura. L’ortensia non si presenta come un fiore isolato, ma come una costellazione di piccoli fiori riuniti in un’unica massa. Per questo si presta bene a rappresentare la gratitudine: un sentimento fatto di molte cose insieme — memoria, cura ricevuta, tempo condiviso, protezione, presenza. Compare con forza nell’arte botanica, nelle arti decorative e soprattutto nell’arte giapponese, dove è associata anche alla stagione delle piogge e a una sensibilità contemplativa.  

 

La gratitudine diventa così una forma silenziosa di luce interiore: non il debito verso qualcuno, ma la coscienza che qualcosa di buono ci ha raggiunti e ci ha cambiati.

Commento al profumo d'arte, di Riccardo Barazzetta:

Il fiore dell’ortensia non possiede un odore riconoscibile a scopi cosmetici. Pertanto ho deciso di ricostruirlo creativamente, seguendo l’idea di un sentore flebile, come presentato nell’omonimo disegno.

Il risultato è una composizione molto sfaccettata, ma al suo interno si possono riconoscere: note acquatiche, note verdi, fiori bianchi e muschi.

TRACCIA 8 - IL GIARDINO SEGRETO

Il Giardino SegretoDaniel Salvi
00:00 / 04:24

Daniel Salvi (B. 1994)

Il Fiore dell'Amore

Dimensioni

21x29,7 cm (senza cornice)

15x22,5 cm (immagine)

 

Descrizione

Arte digitale con tecniche miste

Stampa Fine Art su carta di cotone

con passe-partout conservativo da archivio

Firmato dall'artista (stampato, in basso a destra)

Intitolato, numerato e firmato a mano

Venduto senza cornice

 

Edizione

Edizione Limitata di 25

 

Anno

2025

 

Prezzo

Su richiesta

Il rifugio nascosto
Un luogo di bellezza dove possiamo tornare.

Siamo giunti all’ultima opera della mostra. 

 

Una giovane ragazza, immersa in un fitto intreccio di foglie porta una mano al petto come gesto di raccoglimento, quasi di protezione. L’immagine è quieta, essenziale. Qui non c’è fioritura, ma un senso di rifugio.

 

Il Giardino Segreto chiude la mostra come una soglia finale. Dopo i fiori dei legami e quelli dei messaggi, quest’opera  si concentra sull’idea dell’esistenza di un luogo interiore a cui tornare. Un giardino non come spazio reale, ma come condizione dell’anima: un luogo invisibile in cui la maschera sociale cade, la fragilità non è esposta al giudizio, e ciò che resta può finalmente respirare.

 

L’immagine nasce da una memoria personale. Nei primi giorni di primavera a Berlino, in una sera ancora fredda, il camminare senza meta attraverso il buio si trasformò in una presa di coscienza: non stavo cercando un posto, ma una sensazione di calore e di salvezza che non poteva trovarsi fuori, bensì dentro di me. Da quell’intuizione è nata l’idea del giardino segreto: uno spazio interiore che si rivela solo quando accettiamo di attraversare la nostra vulnerabilità senza difese.

 

Per questo, pur non essendo legata a un fiore specifico, quest’opera è profondamente connessa a FLOWERS. Tutta la mostra può essere letta come una serie di accessi a questo luogo nascosto: i fiori, con i loro significati, i profumi, la musica, le ninfe e i loro sguardi non sono che diverse soglie verso uno spazio di riconoscimento, consolazione e memoria. Il Giardino Segreto raccoglie tutto questo e lo restituisce in una forma intima. 

 

In questa immagine, la pace non nasce dall’assenza di dolore, ma dalla possibilità di essere accolti senza dover dimostrare nulla. La vulnerabilità non è debolezza: è una verità custodita. E il giardino segreto diventa allora il simbolo di quella rara vicinanza — con sé stessi, con un ricordo, con un’altra presenza umana — capace di sciogliere la solitudine emotiva e restituire respiro.

Commento al profumo d'arte, di Riccardo Barazzetta:

Il profumo “Secret Garden”, così come l’omonimo disegno, è direttamente correlato alla già esposta opera “Rain”, il cui soggetto esclusivo è una donna in lacrime avvolta da tralci riempienti la tela sotto un cielo parzialmente nuvolo.

In questa nuova opera l’elemento centrale del pianto malinconico viene superato; l’attenzione del soggetto è spostata su una figura maschile in arrivo – la cui presenza viene rimarcata anche nella musica composta a corredo.

Ho deciso pertanto di realizzare questo nuovo profumo rifacendomi agli ingredienti utilizzati per il precedente “Rain”. Ad esso però ho sostituito le note acquatiche, rappresentanti il pianto dello scorso soggetto, con ulteriori note verdi. Inoltre sono state aggiunte le note maschili dell’indolo e del vetiver nella base, a rappresentare l’individuo mancante in procinto di comparire.

La luce che accende la forma,
l'arte che illumina lo spazio.

Scopri la tecnologia dietro
"Il Trono di Flora"

Quadruslight è il primo progetto al mondo dedicato esclusivamente alla retroilluminazione di opere artistiche. Pittura, Fotografia e Arte digitale si fondono e si trasformano con la luce, donando alle opere una forza vitale inedita.

 

Un percorso pionieristico dove le proposte nascono dalla collaborazione con team di professionisti del settore e di artisti selezionati, per progetti nei settori dell’architettura e del design, degli eventi e delle manifestazioni artistiche e culturali. 

 

Quadruslight sta cercando di ridefinire il confine tra l’opera d’arte e l’ambiente circostante. La retroilluminazione non è solo un accorgimento tecnico, ma diventa un vero e proprio medium artistico che altera la percezione del colore e della profondità.

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Un gesto che sostiene la pace
Fai una donazione a Colors for Peace per ricevere in regalo un collectible legato alla mostra.

Questa mostra sostiene Colors for Peace, associazione internazionale che promuove progetti culturali ed educativi per i bambini sul tema della pace.

 

Durante la visita, è possibile effettuare una donazione a supporto dell’associazione e ricevere in dono una selezione di articoli collectible collegati alla mostra.

 

Un modo per portare con sé un ricordo di FLOWERS e, allo stesso tempo, contribuire concretamente a far crescere un messaggio di pace, creatività e dialogo tra i popoli.

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